No non è una malattia!!

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Panniculopatia Edemato Fibro Sclerotica, per gli amici cellulite, o meglio per le amiche; e si perchè questa distrofia del tessuto mesenchimale, è una caratteristica tipicamente femminile e non di donne grasse piuttosto che magre o viceversa ma convive con otto donne su dieci a prescindere dalla massa corporea; devo dire che è molto democratica.

La vera differenza in realtà la fa l’architettura dei tessuti sottocutanei, cioè le fibre di collagene sottostanti il pannicolo adiposo: nelle donne sono disposte in maniera perpendicolare, mentre negli uomini sono ben intrecciate tra di loro, permettendo così di sorreggere bene il tutto, e questo è il motivo per cui è un inestetismo tipicamente femminile.

Ora partiamo da un concetto molto chiaro: la cellulite non è una malattia.

Smuove nel suo “piccolo” un mercato di una media di 90 milioni di euro negli ultimi anni. 90 MILIONI!!!!! Tra creme, trattamenti e apparecchiature.

I prodotti sul mercato sono tanti ma nonostante questo per molti non vale la pena fare ricerca su questa adiposità femminile, pochi dati a disposizione arrivano spesso dalle stesse aziende cosmetiche e quindi come giusto che sia vanno presi con le pinze. Ora nel 2010 è stato condotto uno studio dall’Università di Pavia, lo scopo era quello di vedere se al livello genetico si ritrovassero “tracce di cellulite”; la mutazione che è emersa riguarda il gene che codifica per un enzima che converte l’angiotensina, un ormone che aumenta la pressione e stimola la vasocostrizione. Non è emersa una spiegazione conclusiva però di base potrebbe essere un inizio.

Ora Partiamo prima di tutto dalle nostre cellule: tra quelle che compongono il nostro corpo ci sono gli adipocidi… grasso; grasso che trattiene l’acqua o meglio edema.

Quindi in poche parole direi che siamo solo troppo piene d’acqua.

Ma tutta quest’acqua da dove viene???? Semplice dai nostri vasi sanguigni, perchè questi simpatici canali hanno delle pareti porose che dilatandosi, ad esempio con il calore, permettono la fuoriuscita dell’acqua. A tutto questo si aggiunge la forza di gravità che tenderà a concentrare il liquido al livello delle gambe, a questo livello i vasi subiscono un aumento di pressione che possono portare alla formazione di piedi gonfi.

Ora andando ad analizzare nel dettaglio la cellulite, si possono individuare 4 stadi , in quanto con il tempo giorno dopo giorno, il ristagno di liquidi porta ad una infiammazione cronica, producendo così un tessuto fibroso. Solo al quarto di questi stadi possiamo parlare di cellulite come una malattia.

Ma parliamo di somatoline; sul mercato ne esistono di due versioni, il farmaco e il cosmetico e differiscono per  dosaggi dei principi attivi e per la presenza di levotiroxina. Ora l’elemento che fa la differenza tra le due versioni è proprio la levotiroxina, questa normalmente viene utilizzata come terapia negli stati di ipotiroidismo e come caratteristica principale regola il metabolismo basale, stimolandolo e accellerando così la lipolisi. Oltre alla levotiroxina è presente l’escina, molecola vegetale che si ricava dall’ippocastano con proprietà vasoprotettive e drenanti. Insomma escina e levotiroxina agiscono in simbiosi al livello delle fibre aiutando così a ridurre l’infiammazione e le celle fibrose che il nostro corpo tende a creare per contenere i versamenti di edema ovviamente peggiorando ulteriormente la situazione al livello del micircolo.

Il somatoline farmaco non è indicato per chi ha problemi di tiroide per questo motivo entra in gioco il somatoline cosmetico che, pur avendo un’efficacia limitata agli inestetismi della cellulite, è un buon ausilio per migliorare l’estetica delle zone colpite.

Insomma chi più chi meno ha a che fare con questi fantastici cuscinetti e pelle a buccia d’arancia, chissà se un domani ci sarò un prodotti miracoloso che li farà sparire.

In attesa del miracolo però proviamo a fare un esercizio molto importate: AMARCI senza stare li a spendere troppi soldi e tempo in creme che promettono risultati in una settimana!!!!

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