Parabeni…

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Visto che si dice che a Natale siamo tutti più buoni, quest’anno vorrei spezzare una lancia per i poveri parabeni. Si dico poveri perché a dirla tutta c’è stato molto terrorismo e poca vera informazione. 

Paraben-2D-skeletal

Partiamo dalle basi, i parabeni, sostanze chimiche, composti aromatici, il capostipite è l’acido para-idrossibenzoato.

 

 

Più o meno negli anni 40 sono diventati i conservanti ufficiali in tantissimi campi: alimentare, farmaceutico, cosmetico per le loro proprietà antibatteriche e antifungine; da più di dieci anni invece sono oggetto di un forte dibattito sui possibili danni su uomo e ambiente.

Il tutto è iniziato con uno studio del 2004 sulle cellule tumorali, in particolare cancro alla mammella. Nelle cellule analizzate si è effettivamente trovato una certa concentrazione di parabeni, però, si c’è un però, nello studio mancava un gruppo di controllo, cioè delle cellule sane prelevate dalle stesse pazienti. In questo modo lo studio non ha potuto dimostrare né che i parabeni siano una delle possibili origini del cancro al seno, né che si trovino solo nelle cellule malate. Studio successivi, condotti da diversi gruppi non hanno confermato i dati e ancora oggi vengo portati avanti diverse analisi; pubmed o google scholar, sono ottimi database  per tenersi aggiornati attraverso varie pubblicazioni.

Da un punto di vista marketing molte aziende hanno preso la palla al balzo, improvvisamente i parabeni sono diventati il male, oltre alla lista degli ingredienti su molti packaging si ritrovava anche una lista di ciò che il presunto cosmetico “salutare” non conteneva. Esempio: siliconi, parabeni, SLS ecc. Tantissimi consumatori hanno iniziato ad acquistare cosmetici con una lista di senza più lunga degli INCI, senza davvero sapere il perchè.

Questo ovviamente ha fatto si che FDA e CSSC, rispettivamente il comitato di sicurezza americano e europeo, conducessero dei loro studi per trovare un punto di equilibrio tra la verità, e quindi di conseguenza la salute, e l’opinione pubblica. E così i parabeni sono stati messi sotto sorveglianza ed è stato imposto alle aziende di fornire studi che ne dimostrano la sicurezza. Nel 2014, dopo un’analisi della letteratura scientifica, la Commissione europea ha confermato l’autorizzazione per propil-, butil-, metil-, etil-parabene. Mentre altri per mancava di dati, positivi o negativi, sono stati per precauzione messi al bando; in ogni caso la lista completa dei conservanti autorizzati si trova all’interno dell’allegato V del Regolamento 1223/2009, il quale ovviamente è in continuo aggiornamento.

I parabeni non sono certo gli unici conservanti che si possono utilizzare, alternative ci sono, però c’è da tener presente costi delle materie prime ed ovviamente efficacia come antimicrobici e antifunginei.

#Nora

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