Rughe da Smartphone!!!

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Dopo anni di terrorismo psicologico sui raggi UV, possiamo dare il benvenuto al nostro nuovo incubo: l’inquinamento digitale.

Niente non c’è modo di stare tranquilli a quanto pare anche la luce prodotta da i nostri dispositivi induce produzione di radicali liberi; è sempre colpa dei ROS che si divertono a muoversi come palline impazzite di un flipper attaccando cellule stabili e recando danni.

Studi sui danni indotti da luce visibile (VIS) e raggi infrarossi (IR) vanno avanti da almeno 10 anni, un esempio è un articolo del 2015: “Blue-Violet Light Irradiation Dose Dependently Decreases Carotenoids in Human Skin, Which Indicates the Generation of Free Radicals”; dove attraverso l’utilizzo di radiazioni di luce blu sono stati analizzati lo stato di ossidazione e la concentrazioni di carotenoidi in nove volontari sani di differenti fasce di età e sesso. I risultati ottenuti hanno evidenziato una degradazione dose-dipendente di antiossidanti (carotenoidi) e un conseguente aumento dei ROS. In poche parole invecchiamo anche solo guardando Instagram.

Ma partiamo dalle basi, cioè lo spettro elettromagnetico.

raggi_x

In fisica per spettro elettromagnetico si intente tutto l’insieme delle frequenze delle radiazioni elettromagnetiche.

Questo va dai raggi gamma alle onde radio, per quanto riguarda la pelle e il suo invecchiamento ci si è sempre soffermati sulla parte dello spettro ultravioletto e dei danni indotte dalle radiazioni UVA e UVB. Lo spettro del visibile invece è un area abbastanza limitata che riguarda le radiazioni che vediamo, subito dopo troviamo la parte dei raggi infrarossi.

Ora torniamo al nostro inquinamento digitale, studi recenti hanno certificato che esiste una connessione tra la luce blu e la comparsa di rughe e macchie ovviamente non con danni immediati ma in maniera pre-ossidativa; che cosa succede??? niente più e niente meno che stress ossidativo alle strutture cellulari con formazione di radicali liberi.

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A differenza dei raggi del sole, non siamo in grado di percepire la luce blu sulla pelle, ma in ogni caso questa arriva fino al derma portanto con il tempo al digital aging.

La luce blu-violetta, detta HEV (hight-energy visibile light), fa parte dello spettro visibile della luce all’interno dell’atmosfera terrestre, ma è quella artificiale dei LED e degli schermi a risultare dannosa, causando vista affaticata, mal di testa, disturbi del sonno e, ovviamente, anche danni alla pelle.

Ovviamente in tutto questo processo gli antiossidanti saranno sempre i nostri migliori amici, di base il nostro corpo è perfettamente in grado di difendersi da solo, ma quando superiamo le capacità del sistema antiossidante, iniziano i danni, e quindi magari ci rivolgiamo ad un aiuto esterno.

Esempi classici sono vitamina C, vitamina E, vitamina A; questi sono spesso ingredienti di molti anti-aging che hanno appunto lo scopo di dare una mano al livello locale ai nostri sistemi di protezione. Insomma non ci resta che limitare i danni 😉

#NoRa

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